
Sono nata sotto le Due Torri il 15 messidoro dell’anno CLXXXIX.
Dopo un’infanzia abbastanza banale, intorno ai 15 anni ho incontrato il teatro. Tutto quello che ci girava intorno e dentro mi ha presa prepotentemente; pian piano ho iniziato a dedicare a questo mondo e a questo linguaggio sempre più tempo, fino a rinunciare per sempre a sviluppare più utili arti&mestieri. Il primo passo è stato deludere le aspettative familiari laureandomi in Lettere Moderne, a Bologna. Poi sono sparita per andare a Roma, dove mi sono diplomata in recitazione presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. A quel punto, certa che nessuno mi avrebbe mai dato da lavorare in teatro, ho pensato di darmi un tono laureandomi, sempre a Bologna, anche in Discipline dello Spettacolo dal vivo: finalmente ho imparato anch’io a citare Grotowski e ho scoperto quanto è diminuito il Fus dal momento della sua istituzione.
Nel frattempo, erano già iniziate da qualche anno le mie avventure come attrice, autrice e regista teatrale, talvolta come formatrice.
Scritture e principali collaborazioni
Il mio percorso è stato vario e divertente, con tanti incontri e fallimenti. Segnalo qui solo le collaborazioni più lunghe, scusandomi se per farlo devo compromettere persone che ho incontrato e che magari preferirebbero non essere citate.
Tra il 2010 e il 2018 ho lavorato in spettacoli di Mario Perrotta, prima come attrice nella Trilogia sull’individuo sociale (Il misantropo, I cavalieri, Atto finale), prodotta dalla Compagnia del Teatro dell’Argine di San Lazzaro di Savena (BO), poi come regista di percorso al progetto Bassa Continua. Toni sul Po, spettacolo itinerante dedicato ad Antonio Ligabue (2015). In collaborazione con l’Archivio Diaristico Nazionale, con il quale collaboro dal 2010, ho interpretato L’anima dell’archivio, testo di Mario Perrotta dedicato alla storia dell’Archivio. A fine 2018, ho svolto il ruolo di aiuto regia in In nome del padre.
Nel 2012 ho iniziato a collaborare con Emilia Romagna Teatro Fondazione, in spettacoli e progetti, tra i quali:
- 2012-2014 – Il Ratto d’Europa, ideato e diretto da Claudio Longhi, prodotto da ERT e Teatro di Roma.
- 2014 – Beni Comuni. Un teatro partecipato per una cultura condivisa, nella Bassa Modenese, progetto di ERT, Città di Carpi e ATER fondazione.
- 2015-2017 – Carissimi padri, progetto sugli anni che hanno preceduto la Grande Guerra, diretto da Claudio Longhi, prodotto da ERT e Teatro della Toscana.
- 2018-2019 – La classe operaia va in paradiso, diretto da Claudio Longhi, produzione ERT.
- 2019-2020 – La Commedia della Vanità, diretto da Claudio Longhi, produzione ERT.
- 2020-2021 – Lingua Madre, diretto da Lola Arias e prodotto da Emilia Romagna Teatro / Teatro Nazionale nell’ambito del progetto Atlas of Transitions.
- 2023 – Body of knowledge, regia Samara Hersch – ERT Fondazione.
- 2023/24 – Calderón, di Pier Paolo Pasolini, regia di Fabio Condemi – ERT Fondazione e LAC Lugano Arte e Cultura.
Le mie regie e i miei testi
Quando non sono impegnata in produzioni altrui amo dedicarmi – come attrice ma anche come regista o autrice – a sviluppare qualche idea mia o che proviene dagli ambiti più vicini al mio cuore: enti, associazioni e collettivi, ma anche ricercatori indipendenti e attivisti, che si occupano di memoria, divulgazione storica, storia del lavoro e delle donne. Sono progetti diversificati, nati al di fuori delle produzioni teatrali in senso stretto, che provo, almeno in parte, a raccontare in questo sito (vedi soprattutto la pagina regie)
Per anni ho lavorato con le compagne e i compagni dell’Associazione Effettica, che ha chiuso perché nessuno di noi sapeva fare di conto, ma soprattutto non ne aveva voglia.
Al momento non ho una compagnia mia, lavoro come libera professionista attivando di volta in volta diverse collaborazioni.
Tra le persone che mi accompagnano in questi percorsi voglio citare Enrico Medici, che per anni mi ha seguito per la direzione tecnica e la scenografia, Daniele Branchini, che dal 2018 è autore ed esecutore delle musiche di quasi tutti i miei spettacoli, Paolo Soglia, con il quale condivido alcuni percorsi teatrali e che più di una volta mi ha trascinata nel mondo del documentario e delle inchieste giornalistiche. Da tanti, tanti anni collaboro con Andrea Biagiotti alla realizzazione di spettacoli e letture. Tra le mie compagne di scena e di avventure vorrei citare anche Irene Guadagnini e Veronica Stecchetti.
• Le altre robe
In questi circa vent’anni ho fatto anche un po’ di cinema ma soprattutto tanta radio e tanti lavori di doppiaggio, speaker e voice-over. Come formatrice ho collaborato con enti pubblici e privati, con associazioni e compagnie le più varie. Rinuncio a fare il riepilogo.
• La musica
Da alcuni anni canto in un gruppo musicale che si chiama Senza Soglia (il richiamo a Paolo Soglia non è casuale). Cantiamo la protesta, i diritti, l’amore, il socialismo e l’anarchia, ma anche la poesia (vedi il progetto Poesiole del foresto).
• I libri
Come autrice ho scritto:
E io pedalo. Donne che hanno voluto la bicicletta, Modena, Edizioni del Loggione, 2017.
Come co-curatrice ho collaborato alla nascita di questi libri:
Anna Zucchini, Mimose. 8 marzo 1955. Le memorie dal carcere di Anna Zucchini. A cura di Eloisa Betti e Donatella Allegro, Milano, Enciclopedia delle donne, 2025.
Nella Nobili, Bloc-notes. Parigi 1953. A cura di Marie-José Tramuta e Donatella Allegro, Ferrara, Somara! edizioni, 2026.
