Molte cose sono in una cosa… Uno straniamento brechtiano


 

  • MARTEDI’ 24 novembre ore 21  – San Felice sul Panarolocandina_molte cose
    Pala Round Table, Piazza Italia
    Info: tel. +39 059 2136045 (lun-ven dalle 9.30 alle 13 e dalle 15 alle 18)
  • MERCOLEDI’ 25 ore 21 – Finale Emilia Teatro Tenda
    via Stazione — ex campo Robinson
    Info: tel: +39 059 927138 (mercoledì dalle 15.30 alle 19, venerdì dalle 10.30 alle 14)
  • a MODENA dal 15/12 al 18/12/2015, ore 11:00
    il 19/12/2015, ore 20:00
    il 20/12/2015, ore 17:00

    Teatro delle Passioni, Modena

regia Claudio Longhi
assistente alla regiaGiacomo Pedini
con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti,
Michele Dell’Utri,
Simone Francia,
Lino Guanciale,
Diana Manea,
Eugenio Papalia,
Simone Tangolo
e alla fisarmonicaOlimpia Greco

Emilia Romagna Teatro Fondazione

A chiosa della riflessione, condotta in seno a Carissimi Padri… Almanacchi della Grande Pace (1900-1915), intorno alle ragioni/follie che condussero cento anni fa la politica e la società europea quasi sul ciglio dell’autodistruzione, uno spettacolo-didattico per esplorare ed esperire – con l’ironia corrosiva propria del teatro epico brechtiano – gli implacabili (e talvolta micidiali) meccanismi della dialettica, nelle sue più lucide (e spietate) applicazioni al campo degli umani conflitti.

Sulla scia del ciclo di lezioni-spettacolo Teatro della Storia vs Storia del teatro, e “travestendo” in chiave Grande Guerra il dramma didattico Gli Orazi e i Curiazi di Bertolt Brecht (brillante esercitazione teatrale e politica immaginata nel 1934 dal celebre drammaturgo di Augusta per attori/spettatori-studenti), la mise en espace «Molte cose sono in una cosa» intende ripartire dalla leggenda antica dei tre campioni di Roma opposti ai tre avversari della città di Albalonga per tentare di meglio mettere a fuoco (straniandole opportunamente) le tremende conseguenze di ogni fascinazione bellica: quelle patite dai nostri Carissimi Padri… di inizio Novecento, forse non troppo diverse, mutatis mutandis, da quelle che, oggi, minacciano noi. Talvolta, infatti, era solito ripetere “il povero B.B.”, guardando le cose di lontano, le si vede decisamente meglio…

dal sito www.carissimipadri.it

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