Vai pure



tratto da: Carla Lonzi, Vai pure. Dialogo con Pietro Consagra, et-al / edizioni, 2011
con Irene Guadagnini e Lorenzo Ansaloni
scenografia: Thomas Vallini
luci: Eva Bruno
drammaturgia e regia: Donatella Allegro
organizzazione: Federica Mazzoni / Interno 12
fotografie: Massimiliano Tornabene

Carla dice «registriamo»? E io le dico «se tu fai una provocazione parliamo». E lei dice «Ma allora?». E così ha aperto il registratore. Non sappiamo cosa dire… Ah, sappiamo cosa dire…

1980. Carla Lonzi e Pietro Consagra, suo compagno storico, registrano una conversazione lunga quattro giorni che segna la loro rottura: lo scopo non è la pubblicazione, ma tempo dopo Carla decide di farne un libro. Con questo “gesto di intervento, che rompe l’omertà del rapporto a due”, i due mettono a nudo i nodi più dolorosi dei rapporti d’amore e di potere, del ruolo della donna nella società e nella coppia, della posizione ambigua dell’artista e dell’intellettuale. Ma resta sempre qualcosa di irrisolto, di non cedibile: Carla, in un’estrema ricerca dell’autenticità, non ha paura di spogliarsi del suo ruolo sociale e di qualsiasi maschera, ma fa i conti con la mancanza di riconoscimento; Pietro si fa guidare in questo scavo ma non cede sulla sua identità di artista.

Vai pure non è solo uno straordinario documento ma soprattutto un modello e un monito: il rapporto vero, e quindi rivoluzionario, è solo quello in cui si arriva a mettere in discussione tutto, per prima cosa i ruoli e i rapporti di potere. Ma come farlo senza mettere a rischio quella che si sente come la propria identità?

Gli attori danno voce e corpo a questo dialogo profondo e doloroso, coraggioso e ironico, non di rado contorto ma pieno di dolcezza, su una scena essenziale che evoca il ruolo centrale dell’arte e della parola. Trasformare questo testo in una messinscena teatrale acquista un senso maggiore alla luce delle ricerche condotte dalla Lonzi nell’ultima fase della sua vita; quando, a partire dalle figure femminili nelle opere di Molière, Carla si rivolge proprio al teatro per cercare tracce di quei modelli di donna che la “cultura” condanna al ridicolo e al tempo stesso impone.

Lo spettacolo, prodotto da “Interno 12” e Associazione Casa delle Donne Contro la Violenza Onlus – Modena, ha debuttato il 24 novembre 2012 all’interno del programma di iniziative: Altre parole per dirlo. Diamo corpo e parola alla forza delle donne – 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza alle donne.

locandina (pdf)

(fotografie di Massimiliano Tornabene)

Date

1 settembre 2014  – San Martino al Cimino (VT) (http://www.befreecooperativa.org/)

6 aprile 2013 -Oratorio di San Filippo Neri, Bologna (http://www.fondazionedelmonte.it/)

24 novembre 2012 – Teatro dei Segni, Modena